Il rito catartico della musica nera arriva a Cagliari con il concerto “Vibes in Black” firmato da Vox Day

Il 3 luglio all’Arena in Fiera un grande evento dedicato alle radici della musica afroamericana con il premio Grammy Award Fantastic Negrito, il ritorno dei Casino Royale e lo storico rap identitario dei Sa Razza.

Dalle scene internazionali alla Sardegna arriva a Cagliari il 3 luglio alle ore 20.00 all’Arena in Fiera il progetto “VIBES IN BLACK” organizzato da Vox Day sotto la direzione artistica di Davide Catinari. Una serata esplosiva, tre artisti sul palco per un evento che scandaglia le radici e le diramazioni contemporanee della musica afroamericana, declinandola tra blues internazionale, sperimentazione urbana e rap identitario. Un evento dove Fantastic Negrito, tre volte premio Grammy Award, svetta in una line-up d’eccezione che schiera in scena anche i milanesi Casino Royale e i sardi Sa Razza.

Fantastic Negrito rappresenta oggi la voce più autorevole e innovativa del blues contemporaneo mondiale. Se è vero che l’artista ha vissuto dieci vite, come hanno scritto i critici, ha imparato qualcosa da ognuna e oggi l’eclettico musicista di cinquant’anni dal nome impronunciabile, Xavier Amin Dphrepaulezz, è un sopravvissuto che ha parecchie cose da dire e non sbaglia un colpo nel dipingere il suo mondo con il rosso, il blu e il nero delle sue tre anime: funk, blues e rock’n’roll.  Il suo live è il rito catartico di un artista che ha trasformato una vita di cadute e rinascite in un’architettura sonora complessa e travolgente. Fuggito di casa a dodici anni per le strade di Oakland e formatosi come pianista clandestino nelle aule di Berkeley, Xavier ha attraversato l’ascesa folgorante di un contratto milionario con la Interscope negli anni Novanta, il fallimento commerciale del debutto e un tragico incidente d’auto che nel 1999 lo ha lasciato in coma, minacciando per sempre l’uso delle mani. Dopo anni di silenzio e ritiro passati a coltivare la terra, è poi risorto tra i marciapiedi e le metropolitane, dando vita a un progetto che oggi agisce come un alchimista della “Black Roots Music”, partendo dal blues rurale del Delta per frantumarlo attraverso la lente del funk psichedelico e la rabbia del punk rock.

La sua esecuzione è un caleidoscopio musicale che non si limita a citare il passato, ma lo contamina con l’urgenza espressiva del punk rock, da cui eredita l’attitudine ribelle e la schiettezza esecutiva, fondendola con la raffinatezza armonica del soul della Motown e le progressioni ritmiche serrate dell’R&B contemporaneo. Ogni brano è un terreno di scontro dove i riff di chitarra elettrica, acidi e distorti, dialogano con groove afrobeat e accenni di gospel urbano, creando un’atmosfera che oscilla tra sacralità e caos creativo di una jam session sotterranea. Fantastic Negrito esplora le radici africane della musica americana con una consapevolezza moderna, inserendo elementi di narrazione hip-hop nel fraseggio vocale e strutture che richiamano il rock sperimentale degli anni Settanta, senza mai perdere quel “blue feeling” che funge da collante emotivo per l’intera performance. La sua abilità sta nel passare dalla delicatezza acustica a esplosioni sonore sature di distorsioni, offrendo una panoramica completa di come la musica nera si sia evoluta, trasformandosi in una forza dinamica che ignora i purismi per abbracciare una libertà compositiva totale e travolgente. Quello di Fantastic Negrito è uno show “sporco”, onesto e profondamente umano, in cui ogni nota racconta la storia di chi ha perso tutto ed è tornato in pista per trasformare il dolore in una resurrezione collettiva, offrendo una libertà compositiva totale che ignora i purismi per abbracciare l’essenza più selvaggia della musica nera contemporanea.

Sotto i riflettori di “VIBES IN BLACK” anche i Casino Royale in occasione della ristampa celebrativa in doppio LP di “Sempre più vicini”, ovvero il ritorno di un’opera seminale che ha ridefinito la musica italiana e consacrato i Casino Royale come una delle band più visionarie e influenti della loro generazione, capace di emergere dal fermento dell’underground milanese degli anni Novanta per imporre un linguaggio estetico totale. Radicata nell’attivismo dei centri sociali e delle strade di una Milano in piena trasformazione, la band ha saputo fondere l’urgenza della sottocultura metropolitana con una sensibilità senza precedenti.

La narrazione dei testi supera la forma canzone per abbracciare una densità letteraria vicina alla beat generation, trasformando l’alienazione umana in un manifesto d’autore che ha saputo intercettare i desideri di una gioventù in cerca di nuove radici. L’edizione speciale di “Sempre più vicini” non è quindi solo un omaggio a un disco di culto, ma il recupero necessario di un’opera multimediale ante litteram, nata dal cuore della scena alternativa per tradurre in musica, visioni e suggestioni poetiche che ancora oggi suonano incredibilmente attuali.

Grande ritorno sul palco di “VIBES IN BLACK” anche per i Sa Razza, pionieri assoluti e pilastri storici del rap isolano e nazionale. La band rappresenta il fulcro primordiale dell’hip-hop prodotto in Sardegna, una realtà capace di unire l’urgenza delle criticità locali alla fierezza delle proprie radici. Nati nel fermento dei primi anni Novanta, hanno segnato un solco indelebile nella scena italiana grazie a una visione artistica che non ha mai accettato compromessi, fondendo la metrica serrata del rap con la lingua sarda in un amalgama stilistico e sonoro di straordinaria potenza comunicativa.

La loro storia è un racconto di identità e resistenza. Partendo dalle rime di denuncia e dai primi successi che li hanno portati all’attenzione della critica nazionale, la band ha saputo evolversi mantenendo intatta quella credibilità che solo chi vive attivamente il territorio sa trasmettere. Sul palco i Sa Razza sprigionano un’energia cruda e consapevole, dove ogni brano diventa uno specchio sociale capace di raccontare le contraddizioni, le lotte e la bellezza di un’isola che non sta a guardare. Tra ritmi serrati e performance trascinanti, ogni live suggella gli artisti come veri e propri padri fondatori di un movimento che ha trasformato il dialetto e la lingua sarda in uno strumento di espressione globale, dimostrando che le radici identitarie possono far vibrare anche i suoni più moderni e internazionali.

Il progetto “VIBES IN BLACK” – conclude il direttore artistico Davide Catinari – si delinea come una sintesi organica tra la resistenza culturale del rap sardo, la visione cosmopolita dei Casino Royale e la maestosità universale di Fantastic Negrito, offrendo una panoramica completa sulla forza comunicativa della musica nera e sulla sua capacità di rigenerarsi costantemente attraverso il tempo e lo spazio in un contesto dove la tecnica si fonde con la profondità emotiva, celebrando la musica come strumento di libertà, memoria e rinascita sociale”.

“VIBES IN BLACK” è organizzato da Vox Day con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato della Pubblica Istruzione e Assessorato del Turismo, della Fondazione di Sardegna e del Comune di Cagliari – Assessorato alla Cultura.

Biglietti: € 36,50 (d.d.p. inclusi) 

Al botteghino la sera dei concerti: € 40,00

Ridotto possessori Carta Giovani Sardegna: € 30,00 (acquistabile solo al botteghino la sera del concerto dietro presentazione della Carta Giovani Sardegna) –  https://sardegna.cartagiovani.eu/ – Prenotazioni: info@voxday.com

Prevendite acquistabili su vivaticket.com al link: https://shorturl.at/jg5tz e in tutti i punti vendita Vivaticket.

Per informazioni: telefono 070840345 – mail: info@voxday.com

Tutto pronto per la nuova edizione della “Stagione Teatro di Villaspeciosa 2026” organizzata da Abaco Teatro

Dal 22 febbraio al 19 aprile un ricco cartellone tra spettacoli, mostre fotografiche e incontri d’autore nel segno dell’arte e dell’impegno civile

Teatro, scrittura, incontri con gli autori, attività per ragazzi, laboratori di creatività, esposizioni e mostre fotografiche si fondono nel ricco cartellone della nuova edizione della “Stagione Teatro di Villaspeciosa”organizzata da Abaco Teatro sotto la direzione artistica di Rosalba Piras nell’ambito del più ampio progetto “Arte e Sostenibilità 2026”. Tanti i titoli e le iniziative in programma che dal 22 febbraio al 19 aprile 2026 trasformeranno ancora una volta il Teatro Comunale Maria Carta in un osservatorio privilegiato sulla contemporaneità, officina di idee, luogo di ascolto, condivisione e crescita collettiva, dove l’emozione e la partecipazione diventano vera e propria espressione di cittadinanza attiva. In una realtà sociale e culturale dove l’espressione artistica è sempre più strumento necessario per interpretare le complessità del nostro tempo, l’attività di Abaco Teatro a Villaspeciosa si riafferma quindi come un’azione di primaria importanza che consolida il pluriennale legame dell’Associazione con il territorio. Il nuovo cartellone delinea un percorso multidisciplinare dove l’estetica si fonde con l’etica, proponendo un palinsesto che, unitamente alla godibilità degli spettacoli, abbraccia i temi della sostenibilità, dei diritti e dell’impegno umano. La Stagione, ricca di proposte di respiro nazionale, tesse una trama narrativa che collega sapientemente le memorie di ieri con le urgenze dell’oggi, dando voce a personaggi e temi che attraversano il confine tra il sociale e l’intimo. Grazie a linguaggi artistici originali e innovativi, la rassegna offre allo spettatore un ventaglio di argomenti che spaziano dalla riflessione storica all’indagine psicologica, invitando la comunità a intraprendere un viaggio artistico, sensoriale e intellettuale capace di generare nuovi stimoli e profonde riflessioni sulla complessità dei giorni nostri.

Inoltre, la “Stagione Teatro di Villaspeciosa 2026” con le sue attività collaterali, si configura come un ecosistema culturale integrato, dove agli spettacoli si affiancano laboratori creativi aperti a tutti, pratiche di book sharing, l’iniziativa del “biglietto sospeso” e il voto alla fine di ogni rappresentazione, consolidando un modello di teatro accessibile e monitorando al tempo stesso  il gradimento di un’offerta che punta a generare un impatto reale e duraturo sul tessuto sociale del territorio.

L’apertura della rassegna chiarisce immediatamente la vocazione multidisciplinare della Stagione attraverso il progetto “Semi di Speranza” e l’incontro “Parole per il Sociale”: un connubio tra fotogiornalismo e poesia civile che lega la solidarietà verso le missioni in Africa alla sensibilizzazione sulle emergenze umanitarie in Palestina e sul benessere femminile, trasformando il foyer del Teatro Maria Carta in uno spazio di riflessione civile. Uno slancio etico che si evolve il primo marzo in un’indagine intima sulla fragilità della memoria con “Il Filo di Teseo”, dove il dramma dell’Alzheimer viene indagato attraverso la lente del sostegno familiare. Si approda poi l’8 marzo alla forza ancestrale della lingua madre con “Òja, o Mà”, un omaggio alla resilienza della figura materna sarda capace di trasmutare le asperità del quotidiano in energia vitale. La stagione prosegue scandagliando nuove frontiere del linguaggio scenico il 22 marzo con “I Miti dell’Antica Grecia”, dove l’interazione tra attori e avatar digitali rilegge l’epica classica in chiave tecnologica, seguita il 29 marzo dal duello psicologico di “Venere in Pelliccia”, un’esplorazione serrata sui confini tra realtà, finzione e dinamiche di potere. Con l’avvicinarsi della chiusura, il registro delle proposte si sposta verso il mistero e il metateatro: il 12 aprile con “La Supplente”, una pièce che trasforma la platea in una classe complice di una confessione inattesa, e in chiusura il 19 aprile, nel viaggio onirico de “Il Cavaliere sulla Luna”, riscrittura dell’Orlando Furioso che celebra la diversità e la fantasia come strumenti di salvezza.

Nel dettaglio, il sipario della “Stagione Teatro di Villaspeciosa 2026” si apre domenica 22 febbraio con un evento inaugurale che lega indissolubilmente il teatro alla solidarietà internazionale. Alle ore 19.00 la presentazione della mostra fotografica “Semi di Speranza” permetterà infatti al pubblico di incontrare i volontari di Operazione Africa ODV, ripercorrendo attraverso gli scatti fotografici la storica missione avviata da Padre Puggioni in Congo. Un racconto di pozzi, scuole e vite salvate che non vuole esibire la povertà, ma celebrare la responsabilità del cambiamento. A seguire, alle ore 19,30 l’evento “Parole per il Sociale” darà poi voce alla poesia d’impegno civile tra letture e incontri con gli autori. Protagoniste le grida inascoltate del popolo palestinese raccolte da Nicoletta Congiu e autori vari nel volume “L’inferno e il silenzio – grida inascoltate” e i versi dedicati all’universo femminile di Brice Grudina in “Poesie per una donna”. Gli incontri, moderati da Giuseppina Ragucci con letture affidate agli allievi della Abaco Art Academy, trasformeranno la vendita dei volumi in un atto concreto di supporto per la popolazione di Gaza e per le iniziative del Karalis Pink Team.

Si prosegue domenica 1°marzo alle ore 19,30 con “Il Filo di Teseo” di Fabrizio Carta, regia di Andrea Serra e prodotto da Quinte Emotive. Sul palco Cristina Pillola, Nicoletta Pusceddu, Alessandro Piga e Fabrizio Carta. Lo spettacolo affronta con estrema delicatezza il tema dell’Alzheimer, portando in scena il quotidiano di una famiglia che si sgretola e si ricompone attorno a un fratello malato. Tra memorie che svaniscono e il peso dell’assistenza, l’attesa di una figura misteriosa diventa il simbolo della speranza di un sollievo, offrendo uno sguardo commovente sulla fragilità umana dove l’amore familiare emerge come l’unico vero sostegno.

L’8 marzo alle ore 19,30, il focus si sposta verso la forza identitaria con “Òja, o Mà”, prodotto dal Teatro Dallarmadio e liberamente tratto da “Mia madre e altre catastrofi” di Francesco Abate. In scena Rossella Faa e Fabio Marceddu, regia di Fabio Marceddu e Antonello Murgia. I protagonisti portano sul palco una lingua sarda viva e brillante, il “casteddaio”, per dar vita a una madre indomabile, figura universale che trasforma le catastrofi domestiche in pura energia vitale. Lo spettacolo rivela l’anima di un vero e proprio rito di riconoscimento collettivo, dove la “Mamai” diventa una potenza formatrice e lenitrice che insegna a resistere alle avversità attraverso il gioco e il sorriso.

L’innovazione tecnologica incontra poi l’epica domenica 22 marzo alle ore 19,30 con “I Miti dell’Antica Grecia” di Origamundi Teatro, testo e regia di Ivano Cugia con Andrea Gandini, Eliana Carrus e Ivano Cugia. Con la rappresentazione il palco si popola di divinità dell’Olimpo che, grazie all’uso di avatar video, interagiscono in tempo reale con gli attori. Zeus, Era ed Ermes diventano protagonisti di un’avventura multimediale che riesce nella sfida di avvicinare i giovanissimi alla mitologia greca, mantenendo intatto l’incanto per gli adulti attraverso una messa in scena visivamente sorprendente e carica di comicità.

Il 29 marzo alle ore 19,30 l’atmosfera si fa decisamente bizzarra e provocatoria con “Venere in Pelliccia” liberamente tratto da “La Vénus à la fourrure” di David Ives, ispirato all’omonimo romanzo di Leopold von Sacher-Masoch e messo in scena dal Teatro d’Inverno per la regia di Giuseppe Ligios, sul palco con Antonello Foddis. Ispirato al celebre romanzo di Sacher-Masoch e all’adattamento di David Ives, lo spettacolo mette in scena un duello teatrale serratissimo tra un regista e un’attrice che irrompe in sala audizioni. In un ribaltamento continuo di ruoli tra vittima e carnefice, dominatore e dominato, la pièce esplora le zone d’ombra del desiderio e dell’identità, confondendo i confini tra la finzione del palcoscenico e la realtà dei rapporti umani.

La Stagione prosegue domenica 12 aprile alle ore 19,30 con “La Supplente”, testo e regia di Giuseppe Manfridi con Elena Pau, prodotto da La Fabbrica Illuminata. Una messinscena che trasforma abilmente la platea in una classe scolastica. Quella che inizia come una normale ora di supplenza deraglia presto in una confessione intima ed enigmatica. Tra frasi spezzate e un’atmosfera carica di suspense, la parola della protagonista conduce lo spettatore verso un finale imprevedibile, declinando l’atto pedagogico in mistero esistenziale.

La stagione si chiude infine domenica 19 aprile alle ore 19,30 con il viaggio poetico dello spettacolo “Il Cavaliere sulla Luna” firmato dalla compagnia Settimo Cielo di Roma. Testo e regia Giacomo Sette, con Gloria Sapio, Maurizio Repetto e Giacomo Sette. Rilettura originale dell’Orlando Furioso, lo spettacolo narra la missione di Astolfo, un bambino sognatore che deve recuperare il senno perduto del paladino Orlando. Fondendo il fascino antico del teatro d’ombre con un’estetica moderna vicina al mondo dei videogame, trasporta il pubblico nel mondo onirico e immaginifico dei cavalieri medioevali, delle suggestioni dei cantastorie e dai racconti delle gesta dei paladini.

La “Stagione Teatro di Villaspeciosa febbraio – aprile 2026” è organizzata da Abaco Teatro con il patrocinio del Comune di Villaspeciosa, il contributo della Regione Autonoma della Sardegna Assessorato alla Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport e della Fondazione di Sardegna.

INTERAZIONI – Puntata 148

La prima settimana di febbraio è la settimana dell’armonia interreligiosa. E’ un occasione per soffermarci sulla spiritualità e vogliamo farlo mostrandovi le immagini della conferenza “Il nostro bisogno di Spiritualità” nella quale si sono incontrati appartenenti a Scientology e devoti Hare Krishna. Ringraziamo la Chiesa di Scientology della Sardegna per averci ospitato, Gadadhara Dasa per averci introdotto al suo maestro Sripada Bhakti Svarupa Shridara Maharaja.