Libertà di esprimere idee che possano accrescere la voglia di una nuova civiltà
Categoria: SPAZIO CULTURA
In questa pagina, i membri del gruppo INTERAZIONE e gli ospiti che intervengono in questo spazio culturale, propongono riflessioni sulla nostra società affinché il lettore possa osservare la vista con altri punti di vista.
Fra tradizione, storia d’Italia, mitologia e originalissime fiabe prosegue il “Festival Internazionale della Sostenibilità – Giardini Aperti”, organizzato da Abaco Teatro sotto la direzione artistica di Rosalba Piras e giunto alla sua XIX edizione. Una manifestazione dalle mille sfaccettature artistiche che trasforma parchi e luoghi storici in palcoscenici naturali per fondere l’arte con una visione evoluta dell’umanità, dove il rispetto per la Terra si intreccia alla bellezza delle differenze.
Il viaggio del Festival fa tappa a Siliqua il 16 e 17 luglio, nella splendida cornice verde del Parco Comunale, per un’intensa maratona di emozioni sotto le stelle. Si comincia giovedì 16 luglio alle ore 19,30 con “Fiabe Sarde”, una produzione firmata Abaco Teatro, scritta e diretta da Carla Orrù sul palco con Marta Proietti Orzella. In scena, la bizzarra Signorina Nara Conta gira il mondo insieme a un simpaticissimo Ranocchio e a un libro magico ricco di storie e formule matematiche. Tra scenografie coloratissime, musiche, indovinelli e canti in lingua sarda, i piccoli spettatori vengono catapultati in un tempo lontano, interagendo direttamente con creature fantastiche dell’antica isola come Janas e Giganti, fino a un festoso finale collettivo.
La serata prosegue alle ore 22.00 con l’appuntamento firmato ASMED Balletto di Sardegna “Perseo e Medusa”, ideazione e regia di Senio G.B. Dattena, coreografia di Cristina Locci. In scena lo stesso Senio G.B. Dattena insieme a Luca Mameli, Luana Maoddi e Martina Spiga. L’affascinante produzione, dal forte impatto visivo, unisce la fisicità della danza contemporanea alla parola teatrale per rileggere uno dei miti greci più avventurosi, strutturato come una fiaba classica tra eroi, mostri marini e interventi divini. Sul palco i corpi dei danzatori si fanno sculture in movimento per incarnare le paure ancestrali, veicolando un profondo messaggio pedagogico sul valore del coraggio, della giustizia e dell’amore.
Infine, gli appuntamenti a Siliqua si concludono venerdì 17 luglio con due spettacoli per grandi e piccini.Spazio al pubblico più giovane alle ore 19,30 con Il Crogiuolo che porta in scena “La Principessa Ribelle e altre storie di ribellione”, testo di Marta Gessa e Nicolò Del Piano interpretato dalla stessa Marta Gessa. L’opera, dinamica e pungente, segue le vicende di una bambina appassionata di lettura che rifiuta i vecchi cliché delle principesse indifese per rivendicare il diritto all’indipendenza, desiderando trasformarsi in una vera e propria “principessa azzurra” cacciatrice di draghi, stimolando così le nuove generazioni a superare i condizionamenti e gli stereotipi di genere.
A chiudere la tappa di Siliqua, alle ore 22.00 “Ottavio Bottecchia – Vite in volata” un’opera di Abaco Teatro interpretata da Tiziano Polese, autore anche di una profonda ricerca storica sul personaggio, con la partecipazione e la regia di Rosalba Piras, voce fuori campo di Antonio Luciano. Lo spettacolo, sospeso tra dramma e trascinante comicità, usa l’epopea del leggendario ciclista degli anni ’20, il primo italiano a vincere il Tour de France per due anni consecutivi in maglia gialla, come lente d’ingrandimento per dipingere la storia d’Italia del Novecento. Attraverso le fatiche delle salite impossibili, la fame atavica di un uomo che correva “solo per i soldi” e il mistero della sua tragica morte nel 1927, il racconto si trasforma in un focus emozionante e a tratti bizzarro sulle contraddizioni del nostro Paese.
Il “Festival Internazionale della Sostenibilità Giardini Aperti 2025” è organizzato da Abaco Teatro con il Contributo della Regione Autonoma della Sardegna Assessorato alla Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport, con il Patrocinio della Città Metropolitana di Cagliari, il sostegno e il patrocinio dei Comuni di Monserrato, Quartucciu, Siliqua, Vallermosa, Villaspeciosa e della Fondazione di Sardegna per le attività a Villaspeciosa Arte & Sostenibilità 2026.
Sul palco del Lazzaretto il 3 volte Grammy Award ha acceso il pubblico con una performance coinvolgente e straripante
La notte al Lazzaretto di Cagliari è stata un susseguirsi di balli ed emozioni: Fantastic Negrito e la sua band hanno esaltato il pubblico con suoni autentici e sfumature ricercate. Lo stile afroamericano, sound blues, funk, rock, si è miscelato alla voce melodica, graffiante di Fantastic Negrito. La sua grande capacità di permeare il palco ha fatto immergere il pubblico nei messaggi anticonformisti e di resilienza, lo ha divertito e coinvolto facendolo sentire al centro del mondo.
I messaggi raccontati attraverso le sue canzoni e il suo mood urban e punk hanno creato un legame mistico travolgente. L’energia trasmessa dal palco ha creato momenti di pura alchimia, come un onda che attraversava il pubblico e di rimando caricava la band e Fantastic Negrito. Tutto questo ha creato un momento in cui la negatività non aveva spazio e le avversità erano fuori luogo; il Lazzaretto è stato un tempio di stimolo alla vitalità, al cambiamento e alla visione orientata alla scoperta che riconoscersi autentici è ciò di cui abbiamo bisogno per essere protagonisti del nostro progresso.
Vibes in Black, con la firma Vox Day, ha regalato ai cagliaritani un’esperienza che li ha fatti sentire internazionali. Dal quotidiano al palco, raccontando un vissuto che porta con se la voglia di cambiare e la forza di chi non si piega, Fantastic Negrito ha messo in scena tutta la sua onestà emotiva senza risparmiarsi negli acuti così come nell’utilizzo di registri bassi e gutturali coi quali coinvolgeva il pubblico in una call and response emotiva tra palco e la platea.
La serata del Lazzaretto ha mostrato come un’esperienza di vita che va oltre i confini, come d’altro canto è la musica: senza confini! Ha mostrato quanto, in un momento di scambio di emozioni autentiche ci si possa sentire liberi, uniti e sicuri di portare a casa un momento indimenticabile.
Si rinnova l’atteso appuntamento con il “Festival Internazionale della Sostenibilità – Giardini Aperti”, la storica kermesse organizzata da Abaco Teatro, sotto la direzione artistica di Rosalba Piras, che quest’anno taglia il prestigioso traguardo della sua XIX edizione. Dal 9 luglio al 3 agosto 2026, la manifestazione si propone al pubblico come una grande vetrina itinerante di eventi tra spettacoli teatrali, performance di danza, laboratori e mostre fotografiche per un fitto cartellone multidisciplinare open air. Da sempre il segno distintivo di Giardini Aperti risiede nella sua capacità di trasformare i contesti naturali e urbani in palcoscenici spontanei dove il paesaggio smette di essere una semplice scenografia e si fa parte integrante della narrazione artistica, diventando esso stesso veicolo di messaggi ecologici e civici. E proprio in virtù di questa sua vocazione, il Festival risponde a una delle sfide più impellenti del nostro tempo, ponendo la sostenibilità ambientale, la tutela dei diritti umani, l’inclusione e l’accessibilità come linee guida indissolubili di tutto il progetto. Abitare poeticamente parchi, giardini, luoghi storici e orti botanici significa infatti creare spazi aperti a tutti, abbattendo le disuguaglianze economiche e sociali per garantire il diritto universale alla cultura. Un approccio che educa lo sguardo e l’anima del vasto pubblico a riconoscere il valore della biodiversità, il rispetto delle unicità umane e l’importanza del contatto diretto con la natura. Giardini Aperti rappresenta così un vero e proprio catalizzatore di cambiamento concreto, dove l’arte stimola i cittadini a riflettere sul rispetto della Terra e dei suoi abitanti, traducendo l’emozione spettacolare in una difesa attiva dell’ambiente e dell’equità sociale.
L’attenzione all’ambiente e al futuro del pianeta si riflette anche nella geografia stessa della manifestazione che fa del decentramento culturale uno dei suoi principi guida, contrastando l’isolamento delle periferie e valorizzando la bellezza diffusa del territorio. L’edizione 2026 toccherà ben sette comuni distribuiti tra la Città Metropolitana di Cagliari e il Sud Sardegna, portando l’arte direttamente nel cuore delle comunità locali. Da Cagliari a Siliqua, passando per Quartucciu, Monserrato, Villaspeciosa, Vallermosa e la suggestiva cornice costiera di Torre delle Stelle nel comune di Maracalagonis, l’iniziativa traccia quindi una mappa ideale dove le oasi verdi si collegano in una rete inclusiva di presidi di socialità, promozione della cultura, del paesaggio e riflessione.
Riguardo poi i contenuti artistici Giardini Aperti si distingue per la ricchezza, complessità e l’ibridazione dei linguaggi poetici dove la parola teatrale dialoga fluidamente con la danza contemporanea, la musica dal vivo, l’improvvisazione comica e le arti figurative. Una pluralità espressiva che segna una profonda ricaduta sul tessuto sociale, catturando l’attenzione di un pubblico eterogeneo e costruendo connessioni capaci di unire bambini, giovani, adulti e anziani in un’unica esperienza d’ascolto e condivisione. Il cartellone è composto e concepito non come una serie di eventi isolati, ma come un discorso omogeneo e organico. Le scelte dei testi, dei registi e delle compagnie ospiti si snodano lungo tre fili conduttori principali: la memoria storica come motore di cambiamento, il legame simbiotico tra essere umano e ambiente, e il riscatto sociale dei vulnerabili.
La proposta destinata all’infanzia e alle famiglie, ad esempio, utilizza la struttura antropologica della fiaba, del mito e del gioco per educare alla cura di sé, degli altri e dell’ambiente. Il recupero dell’identità locale e il fascino della tradizione orale si fondono in “Fiabe Sarde”firmato daAbaco Teatro dove il racconto diventa lo scenario ideale per riscoprire il valore dell’ascolto e il rispetto della propria terra. Il mito classico e la danza contemporanea si intrecciano invece in “Perseo e Medusa” prodotto daASMED Balletto di Sardegna, un’opera che mette in scena l’archetipo del coraggio contro il destino e l’amore per il bene. La letteratura mondiale e i suoi personaggi più famosi vengono invece destrutturati per lanciare messaggi di profonda attualità civile e pedagogica. Accade con “La Principessa Ribelle e altre storie di ribellione” de Il Crogiuolo, che scardina gli stereotipi di genere per educare all’indipendenza e alla libertà di scelta e con “Un burattino pasticcione”messo in scena daLa Bottega dei Teatranti, in cui le disavventure di Pinocchio mostrano ai bambini come dagli errori si possa imparare a diventare grandi. La figura del celebre burattino di Collodi si evolve ulteriormente in chiave contemporanea con “Sicuro? Sicuro! Le nuovissime avventure di Pinocchio”firmato daRossolevante, uno spettacolo che trasforma la favola in una lezione interattiva sulla prevenzione, la sicurezza sul lavoro e la cura del proprio corpo. La rilettura ecologica in chiave sarda si compie poi in “Ciuffetto Rosso”di Anfiteatro Sud, dove l’attraversamento del bosco si fa rito iniziatico per educare all’accoglienza del “diverso” e al rispetto delle risorse naturali. Infine, l’educazione emotiva e la lotta alle insicurezze passano attraverso l’ironia di “Paura fatti sotto”prodotto dagliActores Alidos, una favola moderna che insegna ai più piccoli a esorcizzare i propri mostri interiori, mentre il coinvolgimento giocoso e l’inclusività trovano la loro massima espressione nella pista de “Il circo più magic del mondo”diAbaco Teatro.
Dall’altro lato, la drammaturgia per adulti scava nelle biografie di figure straordinarie o nei meandri dell’underground sociale, legandosi a filo doppio ai temi della memoria civica e della tutela ambientale. La fusione totale tra scienza, impegno politico e amore per la natura prende vita in “Il Giardino di Eva Mameli Calvino” di Abaco Teatro, opera che celebra la prima donna alla direzione dell’Orto Botanico di Cagliari, capace di sfidare i pregiudizi del suo tempo e di farsi pioniera della protezione ambientale. Il superamento dei limiti fisici e la fatica dello sport si fanno invece metafora della storia d’Italia in “Ottavio Bottecchia – vite in volata” sempre prodotto daAbaco Teatro, un’intensa narrazione che usa il ciclismo eroico degli anni ’20 per indagare i chiaroscuri e le contraddizioni del nostro Paese. Il surreale e giocoso grido di libertà di chi vive ai margini e la ricerca di un riscatto personale e sociale animano poi la commedia pungente “Le Topastre” messa in scena da Abaco Teatro, in cui brevi ritratti femminili grotteschi e vulnerabili si ribellano a una condizione di subordinazione. Il percorso si arricchisce di linguaggi musicali e temi misteriosi con “Filastarocca. Arcani, archetipi e filastrocche”prodotto daTeatro La Maschera, un viaggio affascinante che scava nel mistero dei tarocchi per esplorare le energie e le memorie degli antenati. Infine, il Festival celebra le più alte riflessioni filosofiche universali con “Il sogno di un uomo ridicolo” diAbaco Teatro dove il capolavoro di Dostoevskij, teso tra sogno e follia, diventa una potente esortazione contemporanea alla rigenerazione morale e alla speranza.
Il pubblico è così guidato attraverso un percorso in cui ogni spettacolo, in modo dinamico e vivace, intende risvegliare consapevolezze e coscienze, supportato anche dal racconto visivo della mostra fotografica “Semi di Speranza”, testimonianza concreta di responsabilità e cambiamento sociale.
Si parte il 9 e 10 luglio a Cagliari, nella straordinaria cornice dell’Orto Botanico, luogo simbolo della biodiversità e della ricerca scientifica. Qui, giovedì 9 luglio alle ore 18.00, la giornata si apre all’insegna della solidarietà e della manualità con il Laboratorio creativo “Caccia ai Diritti” gratuito per bambini dai 3 ai 12 anni, curato interamente dai volontari dell’UNICEF per stimolare la fantasia dei più piccoli attraverso il gioco e la socializzazione. A seguire, alle ore 19.00, spazio alla produzione di Abaco Teatrocon “Fiabe Sarde”, testo e regia diCarla Orrù, interpretato dalla stessa regista insieme a Francesca Cabiddu con le scenografie coloratissime di Luigi Garau. Lo spettacolo vede protagonista la stravagante Signorina Nara Conta che, girando il mondo con un libro magico sospeso tra aritmetica e incanto, evoca le leggende millenarie dell’isola per immergere i piccoli spettatori in un universo di suoni, filastrocche e canti in lingua sarda, riscoprendo la bellezza dell’ascolto in un finale corale e festoso. Una performance pensata per stimolare la creatività dei bambini, avvicinandoli alle radici più profonde della tradizione orale attraverso l’interazione diretta e il divertimento. Il giorno successivo, venerdì 10 luglio, per l’intera serata viene allestita la Mostra Fotografica “Semi di Speranza” a cura di Operazione Africa ODV, i cui scatti documentano la storica e coraggiosa missione umanitaria avviata da Padre Puggioni in Congo, offrendo una testimonianza visiva di responsabilità, riscatto e dignità focalizzata sulla costruzione di scuole, pozzi d’acqua e vite salvate. Alle ore 19.00, sempre all’Orto Botanico, va poi in scena “Ottavio Bottecchia – Vite in volata”, scritto da Tiziano Polese eprodotto da Abaco Teatro per la regia di Rosalba Piras. Sul palco Tiziano Polese con la partecipazione di Rosalba Piras e Antonio Luciano. Si tratta diun focus biografico intenso sul primo ciclista italiano a vincere il Tour de France nel 1924 e nel 1925 che unisce la fatica epica dello sport al racconto di un’Italia ferita dalla Grande Guerra, offrendo una potente riflessione storica sul nostro Paese. L’attore sul palco restituisce al pubblico l’emozione, il sudore e la determinazione di un atleta leggendario, trasformando la pedalata in un inno alla resilienza umana contro le avversità storiche e politiche del primo Novecento.
Si prosegue il 16 e 17 luglio a Siliquanelle aree verdi del Parco Comunale, per una due giorni ad alta densità performativa che comincia giovedì 16 luglio alle ore 19.30 con la replica per le famiglie di “Fiabe Sarde” firmata da Abaco Teatro. Alle ore 22.00 il palco passa all’ASMED Balletto di Sardegna con “Perseo e Medusa”, ideazione e regia di Senio G.B. Dattena, coreografia di Cristina Locci e in scena lo stesso Senio G.B. Dattena insieme a Luca Mameli, Luana Maoddi e Martina Spiga. Si tratta di un’affascinante produzione che unisce la fisicità della danza contemporanea alla parola teatrale per rileggere il mito classico, lanciando un profondo messaggio pedagogico sul valore del coraggio, della dedizione filiale e della giustizia. I corpi dei danzatori diventano sculture in movimento che incarnano le paure ancestrali e la forza del superamento del destino, in un perfetto equilibrio tra antico e moderno. L’indomani, venerdì 17 luglio alle ore 19.30, Il Crogiuolo presenta “La Principessa Ribelle e altre storie di ribellione”, adattamento di Marta Gessa e Nicolò Del Piano con Marta Gessa in scena, godibilissimo spettacolo incentrato su una bambina appassionata di lettura che rivendica il diritto alla libertà, desiderando trasformarsi in una principessa azzurra che caccia i draghi e regalando così un nuovo sguardo sull’indipendenza e sulla scelta di genere. Sul palco, la narrazione si fa dinamica, ironica e pungente, abbattendo con brio i cliché delle vecchie fiabe per invitare le nuove generazioni a scrivere il proprio futuro senza condizionamenti. Infine, alle ore 22.00, nuova replica serale di “Ottavio Bottecchia – Vite in volata”di Abaco Teatro, un’opera capace di coniugare dramma storico e momenti di trascinante comicità.
Il Festival fa poi tappa il 18 e 19 luglio a Quartucciuper valorizzare il Parco Urbano Sergio Atzeni intitolato al grande autore sardo. Si inizia sabato 18 luglio alle ore 19.30 con La Bottega dei Teatranti e lo spettacolo “Un burattino pasticcione”, testo e regia di Stella Iodice con Margherita Frau, Aldo Milia e Giovanni Trudu in scena. La pièce vivace, ispirata al capolavoro di Collodi e pensata per la fascia dai 3 ai 10 anni, ripercorre il viaggio formativo di Pinocchio tra gag, canzoni e interazioni dirette con la platea, ricordando come anche attraverso l’errore si compia il cammino verso l’età adulta. I tre attori sul palco danno vita a un ritmo incalzante e colorato, dove la scenografia stessa sembra animarsi per svelare l’importanza del perdono, dell’onestà e della crescita personale dei più piccoli. Il Festival prosegue domenica 19 luglio alle ore 19.30con la replica di “Fiabe Sarde” di Abaco Teatro seguita alle ore 22.00 da “Il Giardino di Eva Mameli Calvino” sempre prodotto da Abaco Teatro con testo, regia e interpretazione di Valentina Sulas e Andrea Mameli. La messinscena ambientata nei primi del Novecento, racconta l’incontro culturale tra un umile giardiniere sardo e la scienziata pioniera Eva Mameli Calvino, prima donna in Italia a dirigere l’Orto Botanico di Cagliari, rievocandone l’attivismo d’avanguardia per la protezione della natura e la formazione intellettuale del figlio, lo scrittore Italo Calvino. Un dialogo serrato ed emozionante che mette in luce la passione per la botanica e la determinazione di una figura femminile straordinaria, capace di parlare di ecologia e conservazione della biodiversità con un secolo di anticipo.
Gli appuntamenti di Giardini Aperti continuano il 23 e 24 luglio a Monserratonel suggestivo spazio del Cortile della Casa della Cultura, proponendo giovedì 23 luglio alle ore 19.30 ancora una preziosa occasione per i più piccoli con la narrazione identitaria di “Fiabe Sarde” di Abaco Teatro. Si prosegue il 24 luglio alle ore 19.00 con il laboratorio di caviardage ed educazione ambientale “La Scienza fiorisce come La Poesia” a cura di Giuseppina Ragucci e Brice Grudina, spazio dedicato a partecipanti di tutte le età come viaggio speciale tra scienza, natura e creatività per scoprire la straordinaria figura di Eva Mameli Calvino. Ispirati dalla sua vita avventurosa si sperimenterà il Metodo Caviardage® di Tina Festa: una tecnica di scrittura poetica visiva che permette di dar voce alle proprie emozioni “illuminando” parole nascoste tra pagine di vecchi libri e riviste, per poi contaminarle con il disegno e il collage. Un’occasione per riflettere sul nostro legame olistico con la Terra e creare piccoli capolavori d’arte e poesia. A fine serata poi, alle ore 22.00, il Teatro La Maschera presenta “Filastarocca. Arcani, archetipi e filastrocche” di e con Daniele Pettinau accompagnato dalle musiche dal vivo di Fabrizio Lai Dessì e Antonio Firinu, uno spettacolo che compie un viaggio esilarante e misterioso all’interno dei 22 Arcani Maggiori dei Tarocchi facendo emergere da un vecchio baule storie, antenati e filastrocche capaci di rapire lo spettatore. Le note musicali si fondono con la recitazione istrionica per esplorare l’inconscio collettivo e le memorie della nostra terra, offrendo una performance dal sapore ancestrale, poetico e a tratti comico, adatta a un pubblico di tutte le età.
Giardini Aperti si sposta il 25 e 26 luglio a Villaspeciosa, nella splendida cornice naturale del Parco San Platano, dove sabato 25 luglio alle ore 19.30 la compagnia Rossolevante presenta “Sicuro? Sicuro! Le nuovissime avventure di Pinocchio” di e con Silvia Cattoi e Cinzia Piras. Lo spettacolo utilizza la figura universale del burattino collodiano in una riscrittura contemporanea e divertentissima per affrontare il tema della cultura della sicurezza, della prevenzione e della cura del proprio corpo. Attraverso l’uso del paradosso, della clownerie e del coinvolgimento della platea, l’opera trasforma argomenti complessi e civici in un gioco formativo indimenticabile per i bambini e i loro genitori. Domenica 26 luglio alle ore 18.00 poi, ritornano le attività laboratoriali per grandi e piccini con il workshop di caviardage ed educazione ambientale “La Scienza fiorisce come La Poesia” a cura di Giuseppina Ragucci e Brice Grudina, seguito alle ore 19.30 dagli Actores Alidos che presentano “Paura fatti sotto”, liberamente ispirato a “Il mostro peloso” di Henriette Bichonnier con drammaturgia e regia di Valeria Pilia e l’interpretazione di Michela Cogotti Valera. Una favola moderna ricca di colpi di scena che guida i più piccoli a riconoscere e sconfiggere le proprie paure attraverso l’ironia. La recitazione vivace ed espressiva cattura lo sguardo dei più piccoli, insegnando che l’arma migliore contro i mostri reali o immaginari è sempre una sana e liberatoria risata. Infine, conclude l’intensa serata alle ore 22.00Abaco Teatrocon l’irriverente commedia “Le Topastre” liberamente ispirata a testi di Sergio Atzeni e Stefano Benni per la regia di Marta Proietti Orzella in scena con Carla Orrù. Una messinscena che si snoda in un susseguirsi di brevi e brillanti monologhi, tratteggiando ritratti grotteschi di donne dell’underground che lottano con ironia e leggerezza per il proprio riscatto sociale. Le due attrici sul palco scatenano una girandola di risate ma anche di riflessioni, portando alla luce le nevrosi quotidiane e i sogni di libertà di personaggi ben determinati ad evolversi.
Giardini Aperti prosegue il suo viaggio il 30 e 31 luglio a Vallermosanella caratteristica atmosfera storica di Casa Montis. Si parte giovedì 30 luglio alle ore 19.30con la messinscena “La Principessa Ribelle e altre storie di ribellione” firmata da Il Crogiuolo con Marta Gessa, per riscoprire l’indipendenza e la libertà attraverso fiabe riscritte fuori dagli schemi. Alle ore 22.00spazio all’irriverenza ironica di Abaco Teatro con la commedia “Le Topastre” interpretata da Carla Orrù e Marta Proietti Orzella che con i loro monologhi brillanti raccontano il riscatto sociale femminile. Venerdì 31 luglio, alle ore 19.30, spazio ai bambini e alle loro famiglie con “Ciuffetto Rosso”della compagnia Anfiteatro Sud, testo e regia di Susanna Mameli con Francesco Civile e Federica Zucca. La messinscena affronta l’educazione ecologica e la cura del pianeta partendo da un bosco sardo di querce. Attraverso la tecnica del teatro d’attore con incursioni nella danza, nel canto e nella clownerie, lo spettacolo dinamizza l’azione di Cappuccetto Rosso conservando l’affresco classico di Perrault e dei Grimm per una pièce in cui i bambini imparano il valore dell’accoglienza della diversità, il risparmio energetico, il riciclo e la cura del pianeta, sentito come un’estensione della propria casa. Un’opera dal forte impatto visivo e pedagogico che trasforma gli alberi e la natura in veri compagni di viaggio da proteggere e rispettare ogni giorno. La tappa di Vallermosa si conclude alle ore 22.00 con la suggestiva e acclamata biografia sportiva di “Ottavio Bottecchia – Vite in volata” di Abaco Teatro, con Tiziano Polese, Rosalba Piras e Antonio Luciano.
Il Festival si conclude infine dal 1° al 3 agosto a Maracalagonis, nella frazione marina di Torre delle Stelle nell’incantevole Giardino Shila in Via della Fenice 45. Nelle serate del 30 e 31 luglio, a partire dalle ore 21.00 e fino al termine degli eventi, sarà nuovamente possibile visitare la Mostra Fotografica “Semi di Speranza” di Operazione Africa ODV. La parte spettacolare riparte invece sabato 1° agosto alle ore 21.30con il capolavoro dostoevskijano “Il sogno di un uomo ridicolo” prodotto da Abaco Teatro per la regia di Tiziano Polese e Rosalba Piras. In scena lo stesso Tiziano Polese con Rosalba Piras e Antonio Luciano per un viaggio lirico e drammatico nei meandri della coscienza umana teso a esortare il pubblico alla speranza e alla rigenerazione morale. Un monologo denso e magnetico in cui le parole del grande autore russo sollecitano il pubblico a una profonda riflessione sulla solidarietà, sulla ricerca della verità e sulla possibilità di un mondo privo di egoismi. Domenica 2 agosto alle ore 21.30 va poi in scena l’ultima replica di “Ottavio Bottecchia – Vite in volata”di Abaco Teatro, regalando agli spettatori le emozioni della grande storia del ciclismo italiano degli anni ’20. Il Festival si chiude infine lunedì 3 agosto alle ore 19.30 con una grande festa dedicata ai bambini con “Il circo più magic del mondo” firmato da Abaco Teatro, testo, regia e interpretazione di Tiziano Polese. Lo spettacolo ricco di gag, illusionismo e musica, trascina i piccoli spettatori al centro della narrazione facendoli diventare i veri protagonisti della pista. Uno spettacolo travolgente in cui il teatro si fa gioco puro e magia collettiva, lasciando nel cuore dei partecipanti un messaggio di amore per la natura e per la comunità.
Coerentemente con i principi di sostenibilità e inclusione che da sempre muovono Abaco Teatro, l’ingresso a tutti gli eventi del Festival è a offerta libera, un invito aperto a sostenere l’arte e il territorio in assoluta libertà.
Il “Festival Internazionale della Sostenibilità Giardini Aperti 2025” è organizzato da Abaco Teatro con il Contributo della Regione Autonoma della Sardegna Assessorato alla Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport, con il Patrocinio della Città Metropolitana di Cagliari, il sostegno e il patrocinio dei Comuni di Monserrato, Maracalagonis, Quartucciu, Siliqua, Vallermosa, Villaspeciosa e della Fondazione di Sardegna per le attività a Villaspeciosa Arte & Sostenibilità 2026.
Il 3 luglio al Lazzaretto l’atteso concerto del premio Grammy Fantastic Negrito, il ritorno dei Casino Royale e il rap identitario dei Sa Razza per un evento che celebra la cultura di strada a 360 gradi
Il sound ribelle e l’identità profonda della cultura urban afroamericana conquistano il capoluogo sardo con l’evento “VIBES IN BLACK”, firmato Vox Day sotto la direzione artistica di Davide Catinari. Appuntamento quindi il prossimo 3 luglio a partire dalle ore 19,30 negli spazi del Lazzaretto di Cagliari per una serata ad altissimo impatto espressivo che esplora le radici ancestrali e le diramazioni contemporanee della musica afroamericana tra suono, scrittura, fotografia e performance. Sul palco una line-up stellare guidata da tre protagonisti indiscussi della scena internazionale: il tre volte premio Grammy Award Fantastic Negrito, i pionieri della sperimentazione milanese Casino Royale e i pilastri del rap identitario sardo Sa Razza.
“VIBES IN BLACK”: non solo musica, ma un vero e proprio manifesto culturale che si rivela al pubblico come una piattaforma poliedrica, dove ricerca e arti visive metropolitane si fondono e dialogano tra loro per celebrare la potenza globale dell’identità e dei linguaggi di strada. A inaugurare la fitta scaletta della serata alle ore 19,30 è la storica dell’arte Ivana Salis con la presentazione di “Muri di Sardegna. Luoghi e opere della Street art”, monumentale volume edito da Dario Flaccovio e curato dall’Associazione Asteras. Quest’opera enciclopedica mappa l’identità visiva dell’isola in oltre quattrocento pagine ricche di itinerari e documentazioni fotografiche, tracciando una linea continua che connette i pionieristici murales di protesta politica nati a Orgosolo e San Sperate negli anni Sessanta con le gigantesche e spettacolari facciate contemporanee di San Gavino Monreale e Cagliari. A seguire, il racconto dell’arte di strada si espande grazie al sound dei VentiNove, band nata dall’incontro di quattro giovani musicisti provenienti dal Conservatorio di Cagliari e uniti dall’esigenza di costruire un percorso artistico condiviso. Attraverso un repertorio di brani originali, la formazione composta da Lis – voce, Riccardo Caredda alla chitarra elettrica, Matteo Agus alle tastiere e Luca Pintore alla batteria, esplora i linguaggi della black music rielaborandoli in una chiave estremamente personale che riflette le diverse influenze e sensibilità dei componenti. Il risultato è un suono in continua evoluzione, dove groove, ricerca e scrittura collettiva si intrecciano in un’identità musicale originale e autentica. Dalla musica ai linguaggi performativi poi, gli spazi del Lazzaretto si trasformano in un vero e proprio cantiere visivo grazie al live painting degli Urban Center, collettivo specializzato nello sviluppo di progetti d’arte condivisi. I writer realizzeranno dal vivo un’imponente opera su un pannello di 8 x 2,5 metri intitolata PANGEA, concepita per stimolare una profonda riflessione sulla convivenza intelligente nel mondo. Attraverso il segno e il colore, l’installazione racconterà come piante, animali e popoli diversi si trovino a fare i conti con limiti fisici, ma soprattutto con barriere culturali, tradizionali e identitarie. L’azione artistica si chiuderà con la creazione di una scritta destinata a diventare un vero e proprio specchio per la coscienza collettiva, saldando visivamente la secolare tradizione del muralismo isolano ai messaggi universali della street art contemporanea.
Da questo climax visivo l’energia si sposta infine sul palco principale dando il via a una scaletta musicale serratissima che vede come primi protagonisti i Sa Razza, pionieri indiscussi del rap in Sardegna. Con le loro storiche rime identitarie e con i beat estratti dalle ultime novità discografiche, i Sa Razza testimoniano una fierezza artistica mai disposta a scendere a compromessi. A seguire, riflettori accesi sui milanesi Casino Royale, assoluti architetti della sperimentazione urbana in Italia, al momento impegnati nel tour celebrativo per il trentesimo anniversario di “Sempre più vicini”, capolavoro visionario che ha ridefinito la storia della musica indipendente italiana e che la band riporta in scena con arrangiamenti attuali, fondendo in un sound unico e ipnotico ska, reggae, dub e drum and bass.
Tra i momenti più attesi di “VIBES IN BLACK” spicca infine l’imperdibile appuntamento con Fantastic Negrito, a chiusura di una serata di grande musica e arte internazionale. Il leggendario bluesman americano, forte di ben tre Grammy Award consecutivi vinti nella categoria Best Contemporary Blues Album, sale sul palco del Lazzaretto proprio alla vigilia della pubblicazione del suo attesissimo nuovo album, “Fantastic Negrito Alive”, un progetto che arriva dopo il grande successo dell’ultima incisione in studio “Son of a Broken Man”, disco intimo e potente in cui l’artista esplora i temi della famiglia, del trauma e della dipendenza tecnologica, affrontata a viso aperto in brani graffianti come “Computer’s Blues”. Negrito, con la sua incredibile storia di riscatto umano, incarna la forma più pura e viscerale del roots-blues americano. Il suo stile mescola, con attitudine punk e vocazione istrionica, elementi di funk, soul profondo, rock psichedelico e gospel urbano. Sul palco, l’artista propone un set travolgente con i grandi classici della sua discografia, le canzoni dell’ultimo lavoro in studio e i nuovissimi singoli estratti dal prossimo disco. Un’esibizione magnetica, dotata di una straordinaria potenza a chiusura di notte nata per celebrare la musica come linguaggio di unione universale capace di far battere all’unisono il cuore della Sardegna, le strade di Milano e le radici più profonde d’America.
VIBES IN BLACK / SOTTOSUONI è organizzato da Vox Day e rientra nelle iniziative di Cagliari dal Vivo 2026 con il contributo del Comune di Cagliari e del Ministero della Cultura
Biglietti: € 36,50 (d.d.p. inclusi)
Al botteghino la sera dei concerti: € 40,00
Ridotto possessori Carta Giovani Sardegna: € 30,00 (acquistabile solo al botteghino la sera del concerto dietro presentazione della Carta Giovani Sardegna) https://sardegna.cartagiovani.eu/ – Prenotazioni: info@voxday.com
Dal 29 giugno al 4 luglio a Quartu Sant’Elena tanti workshop aperti a tutti e gran finale con la performance urbana diretta da Karim Galici
Il progetto multidisciplinare “Storie, Voci e Luoghi Accessibili”, ideato da Impatto Teatro APS sotto la direzione artistica di Karim Galici e sostenuto con forza dal Comune di Quartu Sant’Elena, dopo mesi di workshop iniziati a febbraio, irrompe nel cuore della città con “SVELA Quartu”, l’evento conclusivo che unisce e armonizza l’intero percorso laboratoriale. L’iniziativa, vincitrice del bando “Volontariato, filantropia e beneficenza” della Fondazione di Sardegna e del bando di coesione sociale dell’Assessorato alle Politiche Sociali e Generazionali del Comune di Quartu Sant’Elena, presenta il frutto di un intenso cammino formativo e umano portando alla luce la linfa vitale di un’esperienza collettiva capace di ridisegnare lo spazio pubblico e trasformarlo in un incontro di creatività diffusa.
In questi mesi il progetto “Storie, Voci e Luoghi Accessibili” ha dato vita a un vero e proprio cantiere permanente di inclusione sociale attraverso l’espressione artistica, coinvolgendo circa ottanta iscritti, tra cui tanti disabili, che hanno operato a stretto contatto con formatori e operatori specializzati in quattro ambiti multidisciplinari tra teatro sensoriale, videomaking, scrittura creativa e danza. Una sinergia che ha permesso di scardinare le barriere relazionali e fisiche, tramutando il vissuto e la sensibilità di ciascuno in autentico materiale espressivo pronto a diventare strumento di cittadinanza attiva e profonda empatia condivisa. L’arte, in questo contesto, ha cessato quindi di essere una semplice evasione estetica o una messinscena formale per farsi indagine collettiva e multisensoriale, un mezzo necessario per squarciare il velo sull’isolamento sociale e restituire il diritto alla bellezza a chi troppo spesso viene confinato ai margini della vita comunitaria. A proposito dichiara il regista Karim Galici: “La sfida più grande è stata coinvolgere persone con disabilità per farle uscire dalla solitudine delle loro case. Il passo successivo è stato valorizzare il loro potenziale attraverso l’artee ora, con SVELA Quartu, interazioni e creazioni diventano patrimonio condiviso per l’intera città.”
In questo capitolo finale le attività si concentreranno dal 29 giugno al 3 luglio nel centro storico di Quartu con base nello Spazio Michelangelo Pira, dove si terrà un workshop multidisciplinare quotidiano aperto a tutti dalle ore 17,30 alle ore 20,00. Il laboratorio sarà focalizzato sulle discipline del progetto, offrendo un’opportunità unica ai residenti di partecipare attivamente alla genesi dell’opera finale prima della grande prova generale aperta al pubblico del 3 luglio alle ore 20,30, con partenza dal Parco Matteotti. La continua ricerca di un confronto immediato e orizzontale con la comunità mostrerà i suoi esiti il 4 luglio alle ore 20,30 quando il centro storico della città farà da scenario al debutto ufficiale di “SVELA Quartu”, una performance urbana itinerante e totalmente immersiva che valorizza la storia locale insieme alle vicende dei suoi abitanti, a cominciare da coloro che purtroppo vivono in solitudine e usufruiscono troppo poco dello spazio pubblico. Lo spettacolo, che rappresenta il traguardo dell’intero cammino laboratoriale, vede l’ideazione drammaturgica e la direzione artistica di Karim Galici, supportato dall’aiuto regia di Massimo Melis, dalle coreografie di Giovanna Stancampiano, dai costumi curati da Annalisa Ibba e dalle sonorità dal vivo di Tra Parola e Musica.
In scena si muoverà un imponente cast in cui attori professionisti come Adriana Monteverde, Monica Zuncheddu e Beppe Martini reciteranno al fianco dei numerosissimi allievi dei workshop che hanno preso parte alle sessioni intensive laboratoriali. Questa straordinaria opera collettiva si svilupperà tra le scenografie naturali della città per intrecciare le biografie personali dei partecipanti, le loro sfide e i loro sogni con l’identità stessa del luogo, coinvolgendo il pubblico in un cammino che simula e fa comprendere le difficoltà quotidiane della mobilità ridotta. Attraverso dinamiche di interazione diretta, l’opera permetterà a tutti di sperimentare in prima persona, sulla propria pelle, gli ostacoli e le necessità legate all’accessibilità quotidiana nello spazio pubblico. Un viaggio emotivo e immersivo, dove gli ostacoli urbani si fanno potente metafora delle barriere mentali e l’abbattimento degli stessi, insieme al riappropriarsi fisico di strade e piazze, si trasforma in un profondo gesto artistico e civile.
Lo spettacolo “SVELA Quartu” partirà dal Parco Matteotti (ex stazione ferroviaria), luogo della memoria e dell’inizio del viaggio da cui si originerà il cammino di tutti, in una grande e gioiosa parata di musiche e voci che invaderà vie e piazze fino a raggiungere il sagrato della Basilica di Sant’Elena, dove le performance si fonderanno in un finale corale di riscatto e appartenenza. La realtà cittadina verrà così amplificata e riscritta, ridisegnando la geografia urbana secondo i veri bisogni dell’anima. E proprio nella drammaturgia e nella regia di Karim Galici si rintraccia l’essenza di questa sfida, nata con l’intento primario di scardinare la solitudine forzata, valorizzando il potenziale inespresso attraverso l’arte affinché le interazioni e le creazioni nate nei laboratori non rimangano confinate nel momento dell’evento, ma diventino patrimonio culturale condiviso della cittadinanza.
L’articolato percorso del progetto “Storie, Voci e Luoghi Accessibili” lascerà inoltre una traccia indelebile nel tempo grazie alla preziosa collaborazione con la Fondazione Sardegna Film Commission. L’intero svolgimento dei workshop e l’intensità della performance urbana finale, puntualmente documentati, confluiranno infatti in un’opera cinematografica che verrà proiettata in anteprima assoluta il 24 luglio a Quartu Sant’Elena. Successivamente il film inizierà un lungo viaggio promozionale toccando regioni come il Piemonte e il Veneto e facendo tappa in Spagna, Polonia e Portogallo. La partecipazione ai più prestigiosi circuiti festivalieri nazionali e internazionali permetterà così di far viaggiare l’eco del progetto ben oltre i confini locali, con la volontà di proporre il “modello S.V.eL.A. Quartu” come punto di riferimento esportabile per tutte quelle buone pratiche che mirano all’inclusione reale attraverso la forza della cultura.
L’anniversario di Dianetics ispira una campagna di sensibilizzazione sull’equilibrio personale.
Mentre in Europa continua a crescere l’attenzione per le difficoltà che le persone affrontano ogni giorno. I Dianeticist di Cagliari, partecipando alla campagna mondiale su Dianetics, hanno offerto il test della tensione emozionale, anche invitando le persone a partecipare a seminari sul tema.
Cagliari – 29 giugno 2026 – In tutta Europa continua ad aumentare la domanda di risposte efficaci per il benessere interiore.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che circa il 17 per cento degli europei soffra di un disturbo mentale e che una persona su tre non riceva cure adeguate. A livello mondiale, l’OMS stima inoltre che oltre un miliardo di persone viva con una qualche forma di disturbo mentale. In risposta a questa realtà, si è tenuta una conferenza informativa presso la Chiesa di Scientology della Sardegna dal titolo “Tu e il Tuo Benessere”. Non solo, per dar seguito alla crescente domanda di soluzioni relative al benessere, i Dianeticist di Cagliari hanno aderito a una campagna internazionale, portando occasioni di dialogo direttamente nel cagliaritano, offrendo strumenti di riflessione e risposte utili per affrontare le ansie della vita moderna e favorire una maggiore consapevolezza di sé.
Le iniziative hanno coinciso con il mese di maggio, mese anniversario del libro Dianetics: La Forza del Pensiero sul Corpo, di L. Ron Hubbard, pubblicato per la prima volta nel 1950.
Dopo più di 75 anni, oltre 20 milioni di copie del libro sono in circolazione in 225 Paesi. La parola Dianetics deriva dai termini greci dia, che significa “attraverso”, e nous, che significa “mente o anima”, pertanto significa “ciò che la mente fa al corpo”.
Il primo atto di queste attività si è svolto martedì 26 maggio presso la Chiesa di Scientology con la conferenza dal titolo Tu e il Tuo Benessere. Grazie all’intervento di esperti nel campo della salute fisica e mentale, sono stati approfonditi temi legati alla cura del corpo e alle carenze emotive che la nostra società sta sperimentando, in particolare le nuove generazioni. Il primo intervento è stato della Dott.ssa Monica Meloni, farmacista specializzata in nutrizione, ideatrice del Metodo In Bolla. Grazie alla sua esposizione è stato possibile comprendere, partendo dalla definizione di “salute” e passando per il tema dell’impoverimento dei terreni e di conseguenza del cibo, a cosa ci si debba indirizzare per poter avere cura del proprio corpo e di conseguenza: essere più pronti ad affrontare le sfide della quotidianità. A seguire, il Prof. Danilo Littarru, insegnante e psicologo clinico, ha reso noti i dati relativi ai disturbi di cui sono soggette sempre più persone ed ha posto l’accento sulle nuove generazioni, sempre più fragili ma troppo spesso deresponsabilizzate e di conseguenza sofferenti di stati emotivi indesiderabili.
Entrambi hanno messo in luce un problema di fondo: “la società della perfomance”. Una sorta di spinta sociale che porta la singola persona a sentirsi in difetto se non è sempre il numero uno, a sentirsi inadatto se non è il protagonista assoluto e che la porta a sentirsi di essere “il problema” quando non riesce ad essere quel prototipo che la società impone debba essere. L’individuo deve certamente essere messo al centro e allo stesso tempo è bene che si migliori costantemente, ma non certamente con un confronto col prossimo, piuttosto con se stesso e certamente vivendo appieno ciò che di positivo o negativo si trovi ad affrontare, sempre con la consapevolezza di fare il proprio percorso.
Il secondo appuntamento di questo anniversario vedrà i Dianeticist impegnati per tutto il weekend al fine di portare ai cittadini le conoscenze descritte nel libro Dianetics: La Forza del Pensiero sul Corpo. L’occasione è la Festa Sarda che si tiene a Monserrato dal 30 maggio al 2 giugno. In questa occasione i Dianeticist stanno incontrando e incontreranno i cittadini provenienti da tutto l’hinterland e non solo offrendo Dianetics e le sue tecniche pratiche per raggiungere l’equilibrio personale. In questa occasione i Dianeticist daranno la possibilità di effettuare il test della tensione emotiva e rispondere alle domande dei partecipanti, consentendo a residenti, studenti e famiglie di conoscere meglio il libro e il suo approccio, che ha aiutato molti lettori ad affrontare le cause dello stress, dell’ansia e delle emozioni indesiderate.
Significativa l’esperienza raccontata da una signora sofferente a causa di ansia legata a problematiche con suo figlio. Ha spiegato che questa sensazione la porta ad avere dolore allo stomaco e si è detta certa che potesse trattarsi di fattori psicosomatici. Ha raccontato di aver sperimentato alcuni percorsi nel tentativo di migliorare la situazione ma senza vero successo. Dopo aver fatto il test della tensione emozionale ha realizzato di aver necessità di saperne di più sulla mente in quanto strumento, strumento del quale non si può prescindere.
Questa iniziativa, in pieno svolgimento a Monserrato, fa parte di una campagna mondiale che ha coinvolto Dianeticist in oltre 250 città di 50 nazioni. Da Parigi a Berlino, da Roma a Stoccolma, da Milano a Budapest i gruppi hanno reso possibile la conoscenza di Dianetics, disponibile in 50 lingue, ed hanno invitato le persone a conferenze e seminari.
La Fondazione Hubbard di Dianetics, parte della Chiesa di Scientology ella Sardegna organizza dimostrazioni introduttive e seminari di Dianetics durante il fine settimana. Per ulteriori informazioni si può visitare www.dianetics.it.
Il 3 luglio all’Arena in Fiera un grande evento dedicato alle radici della musica afroamericana con il premio Grammy Award Fantastic Negrito, il ritorno dei Casino Royale e lo storico rap identitario dei Sa Razza.
Dalle scene internazionali alla Sardegna arriva a Cagliari il 3 luglio alle ore 20.00 all’Arena in Fiera il progetto “VIBES IN BLACK” organizzato da Vox Day sotto la direzione artistica di Davide Catinari. Una serata esplosiva, tre artisti sul palco per un evento che scandaglia le radici e le diramazioni contemporanee della musica afroamericana, declinandola tra blues internazionale, sperimentazione urbana e rap identitario. Un evento doveFantastic Negrito, tre volte premio Grammy Award, svetta in una line-up d’eccezione che schiera in scena anche i milanesi Casino Royale e i sardi Sa Razza.
Fantastic Negrito rappresenta oggi la voce più autorevole e innovativa del blues contemporaneo mondiale. Se è vero che l’artista ha vissuto dieci vite, come hanno scritto i critici, ha imparato qualcosa da ognuna e oggi l’eclettico musicista di cinquant’anni dal nome impronunciabile, Xavier Amin Dphrepaulezz, è un sopravvissuto che ha parecchie cose da dire e non sbaglia un colpo nel dipingere il suo mondo con il rosso, il blu e il nero delle sue tre anime: funk, blues e rock’n’roll. Il suo live è il rito catartico di un artista che ha trasformato una vita di cadute e rinascite in un’architettura sonora complessa e travolgente. Fuggito di casa a dodici anni per le strade di Oakland e formatosi come pianista clandestino nelle aule di Berkeley, Xavier ha attraversato l’ascesa folgorante di un contratto milionario con la Interscope negli anni Novanta, il fallimento commerciale del debutto e un tragico incidente d’auto che nel 1999 lo ha lasciato in coma, minacciando per sempre l’uso delle mani. Dopo anni di silenzio e ritiro passati a coltivare la terra, è poi risorto tra i marciapiedi e le metropolitane, dando vita a un progetto che oggi agisce come un alchimista della “Black Roots Music”, partendo dal blues rurale del Delta per frantumarlo attraverso la lente del funk psichedelico e la rabbia del punk rock.
La sua esecuzione è un caleidoscopio musicale che non si limita a citare il passato, ma lo contamina con l’urgenza espressiva del punk rock, da cui eredita l’attitudine ribelle e la schiettezza esecutiva, fondendola con la raffinatezza armonica del soul della Motown e le progressioni ritmiche serrate dell’R&B contemporaneo. Ogni brano è un terreno di scontro dove i riff di chitarra elettrica, acidi e distorti, dialogano con groove afrobeat e accenni di gospel urbano, creando un’atmosfera che oscilla tra sacralità e caos creativo di una jam session sotterranea. Fantastic Negrito esplora le radici africane della musica americana con una consapevolezza moderna, inserendo elementi di narrazione hip-hop nel fraseggio vocale e strutture che richiamano il rock sperimentale degli anni Settanta, senza mai perdere quel “blue feeling” che funge da collante emotivo per l’intera performance. La sua abilità sta nel passare dalla delicatezza acustica a esplosioni sonore sature di distorsioni, offrendo una panoramica completa di come la musica nera si sia evoluta, trasformandosi in una forza dinamica che ignora i purismi per abbracciare una libertà compositiva totale e travolgente. Quello di Fantastic Negrito è uno show “sporco”, onesto e profondamente umano, in cui ogni nota racconta la storia di chi ha perso tutto ed è tornato in pista per trasformare il dolore in una resurrezione collettiva, offrendo una libertà compositiva totale che ignora i purismi per abbracciare l’essenza più selvaggia della musica nera contemporanea.
Sotto i riflettori di “VIBES IN BLACK” anche i Casino Royale in occasione della ristampa celebrativa in doppio LP di “Sempre più vicini”, ovvero il ritorno di un’opera seminale che ha ridefinito la musica italiana e consacrato i Casino Royale come una delle band più visionarie e influenti della loro generazione, capace di emergere dal fermento dell’underground milanese degli anni Novanta per imporre un linguaggio estetico totale. Radicata nell’attivismo dei centri sociali e delle strade di una Milano in piena trasformazione, la band ha saputo fondere l’urgenza della sottocultura metropolitana con una sensibilità senza precedenti.
La narrazione dei testi supera la forma canzone per abbracciare una densità letteraria vicina alla beat generation, trasformando l’alienazione umana in un manifesto d’autore che ha saputo intercettare i desideri di una gioventù in cerca di nuove radici. L’edizione speciale di “Sempre più vicini” non è quindi solo un omaggio a un disco di culto, ma il recupero necessario di un’opera multimediale ante litteram, nata dal cuore della scena alternativa per tradurre in musica, visioni e suggestioni poetiche che ancora oggi suonano incredibilmente attuali.
Grande ritorno sul palco di “VIBES IN BLACK” anche per i Sa Razza, pionieri assoluti e pilastri storici del rap isolano e nazionale. La band rappresenta il fulcro primordiale dell’hip-hop prodotto in Sardegna, una realtà capace di unire l’urgenza delle criticità locali alla fierezza delle proprie radici. Nati nel fermento dei primi anni Novanta, hanno segnato un solco indelebile nella scena italiana grazie a una visione artistica che non ha mai accettato compromessi, fondendo la metrica serrata del rap con la lingua sarda in un amalgama stilistico e sonoro di straordinaria potenza comunicativa.
La loro storia è un racconto di identità e resistenza. Partendo dalle rime di denuncia e dai primi successi che li hanno portati all’attenzione della critica nazionale, la band ha saputo evolversi mantenendo intatta quella credibilità che solo chi vive attivamente il territorio sa trasmettere. Sul palco i Sa Razza sprigionano un’energia cruda e consapevole, dove ogni brano diventa uno specchio sociale capace di raccontare le contraddizioni, le lotte e la bellezza di un’isola che non sta a guardare. Tra ritmi serrati e performance trascinanti, ogni live suggella gli artisti come veri e propri padri fondatori di un movimento che ha trasformato il dialetto e la lingua sarda in uno strumento di espressione globale, dimostrando che le radici identitarie possono far vibrare anche i suoni più moderni e internazionali.
“Il progetto “VIBES IN BLACK” – conclude il direttore artistico Davide Catinari – si delinea come una sintesi organica tra la resistenza culturale del rap sardo, la visione cosmopolita dei Casino Royale e la maestosità universale di Fantastic Negrito, offrendo una panoramica completa sulla forza comunicativa della musica nera e sulla sua capacità di rigenerarsi costantemente attraverso il tempo e lo spazio in un contesto dove la tecnica si fonde con la profondità emotiva, celebrando la musica come strumento di libertà, memoria e rinascita sociale”.
“VIBES IN BLACK” è organizzato da Vox Day con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato della Pubblica Istruzione e Assessorato del Turismo, della Fondazione di Sardegna e del Comune di Cagliari – Assessorato alla Cultura.
Biglietti: € 36,50 (d.d.p. inclusi)
Al botteghino la sera dei concerti: € 40,00
Ridotto possessori Carta Giovani Sardegna: € 30,00 (acquistabile solo al botteghino la sera del concerto dietro presentazione della Carta Giovani Sardegna) – https://sardegna.cartagiovani.eu/ – Prenotazioni: info@voxday.com
Dal 22 febbraio al 19 aprile un ricco cartellone tra spettacoli, mostre fotografiche e incontri d’autore nel segno dell’arte e dell’impegno civile
Teatro, scrittura, incontri con gli autori, attività per ragazzi, laboratori di creatività, esposizioni e mostre fotografiche si fondono nel ricco cartellone della nuova edizione della “Stagione Teatro di Villaspeciosa”organizzata da Abaco Teatro sotto la direzione artistica di Rosalba Piras nell’ambito del più ampio progetto “Arte e Sostenibilità 2026”. Tanti i titoli e le iniziative in programma che dal 22 febbraio al 19 aprile 2026 trasformeranno ancora una volta il Teatro Comunale Maria Carta in un osservatorio privilegiato sulla contemporaneità, officina di idee, luogo di ascolto, condivisione e crescita collettiva, dove l’emozione e la partecipazione diventano vera e propria espressione di cittadinanza attiva. In una realtà sociale e culturale dove l’espressione artistica è sempre più strumento necessario per interpretare le complessità del nostro tempo, l’attività di Abaco Teatro a Villaspeciosa si riafferma quindi come un’azione di primaria importanza che consolida il pluriennale legame dell’Associazione con il territorio. Il nuovo cartellone delinea un percorso multidisciplinare dove l’estetica si fonde con l’etica, proponendo un palinsesto che, unitamente alla godibilità degli spettacoli, abbraccia i temi della sostenibilità, dei diritti e dell’impegno umano. La Stagione, ricca di proposte di respiro nazionale, tesse una trama narrativa che collega sapientemente le memorie di ieri con le urgenze dell’oggi, dando voce a personaggi e temi che attraversano il confine tra il sociale e l’intimo. Grazie a linguaggi artistici originali e innovativi, la rassegna offre allo spettatore un ventaglio di argomenti che spaziano dalla riflessione storica all’indagine psicologica, invitando la comunità a intraprendere un viaggio artistico, sensoriale e intellettuale capace di generare nuovi stimoli e profonde riflessioni sulla complessità dei giorni nostri.
Inoltre, la “Stagione Teatro di Villaspeciosa 2026” con le sue attività collaterali, si configura come un ecosistema culturale integrato, dove agli spettacoli si affiancano laboratori creativi aperti a tutti, pratiche di book sharing, l’iniziativa del “biglietto sospeso” e il voto alla fine di ogni rappresentazione, consolidando un modello di teatro accessibile e monitorando al tempo stesso il gradimento di un’offerta che punta a generare un impatto reale e duraturo sul tessuto sociale del territorio.
L’apertura della rassegna chiarisce immediatamente la vocazione multidisciplinare della Stagione attraverso il progetto “Semi di Speranza” e l’incontro “Parole per il Sociale”: un connubio tra fotogiornalismo e poesia civile che lega la solidarietà verso le missioni in Africa alla sensibilizzazione sulle emergenze umanitarie in Palestina e sul benessere femminile, trasformando il foyer del Teatro Maria Carta in uno spazio di riflessione civile. Uno slancio etico che si evolve il primo marzo in un’indagine intima sulla fragilità della memoria con “Il Filo di Teseo”, dove il dramma dell’Alzheimer viene indagato attraverso la lente del sostegno familiare. Si approda poi l’8 marzo alla forza ancestrale della lingua madre con “Òja, o Mà”, un omaggio alla resilienza della figura materna sarda capace di trasmutare le asperità del quotidiano in energia vitale. La stagione prosegue scandagliando nuove frontiere del linguaggio scenico il 22 marzo con “I Miti dell’Antica Grecia”, dove l’interazione tra attori e avatar digitali rilegge l’epica classica in chiave tecnologica, seguita il 29 marzo dal duello psicologico di “Venere in Pelliccia”, un’esplorazione serrata sui confini tra realtà, finzione e dinamiche di potere. Con l’avvicinarsi della chiusura, il registro delle proposte si sposta verso il mistero e il metateatro: il 12 aprile con “La Supplente”, una pièce che trasforma la platea in una classe complice di una confessione inattesa, e in chiusura il 19 aprile, nel viaggio onirico de “Il Cavaliere sulla Luna”, riscrittura dell’Orlando Furioso che celebra la diversità e la fantasia come strumenti di salvezza.
Nel dettaglio, il sipario della “Stagione Teatro di Villaspeciosa 2026” si apre domenica 22febbraio con un evento inaugurale che lega indissolubilmente il teatro alla solidarietà internazionale. Alle ore 19.00 la presentazione della mostra fotografica “Semi di Speranza” permetterà infatti al pubblico di incontrare i volontari di Operazione Africa ODV, ripercorrendo attraverso gli scatti fotografici la storica missione avviata da Padre Puggioni in Congo. Un racconto di pozzi, scuole e vite salvate che non vuole esibire la povertà, ma celebrare la responsabilità del cambiamento. A seguire, alle ore 19,30 l’evento “Parole per il Sociale” darà poi voce alla poesia d’impegno civile tra letture e incontri con gli autori. Protagoniste le grida inascoltate del popolo palestinese raccolte da Nicoletta Congiu e autori vari nel volume “L’inferno e il silenzio – grida inascoltate” e i versi dedicati all’universo femminile di Brice Grudina in “Poesie per una donna”. Gli incontri, moderati da Giuseppina Ragucci con letture affidate agli allievi della Abaco Art Academy, trasformeranno la vendita dei volumi in un atto concreto di supporto per la popolazione di Gaza e per le iniziative del Karalis Pink Team.
Si prosegue domenica 1°marzo alle ore 19,30 con “Il Filo di Teseo” di Fabrizio Carta, regia di Andrea Serra e prodotto da Quinte Emotive. Sul palco Cristina Pillola, Nicoletta Pusceddu, Alessandro Piga e Fabrizio Carta. Lo spettacolo affronta con estrema delicatezza il tema dell’Alzheimer, portando in scena il quotidiano di una famiglia che si sgretola e si ricompone attorno a un fratello malato. Tra memorie che svaniscono e il peso dell’assistenza, l’attesa di una figura misteriosa diventa il simbolo della speranza di un sollievo, offrendo uno sguardo commovente sulla fragilità umana dove l’amore familiare emerge come l’unico vero sostegno.
L’8 marzo alle ore 19,30, il focus si sposta verso la forza identitaria con “Òja, o Mà”, prodotto dal Teatro Dallarmadio e liberamente tratto da “Mia madre e altre catastrofi” di Francesco Abate. In scena Rossella Faa e Fabio Marceddu, regia di Fabio Marceddu e Antonello Murgia. I protagonisti portano sul palco una lingua sarda viva e brillante, il “casteddaio”, per dar vita a una madre indomabile, figura universale che trasforma le catastrofi domestiche in pura energia vitale. Lo spettacolo rivela l’anima di un vero e proprio rito di riconoscimento collettivo, dove la “Mamai” diventa una potenza formatrice e lenitrice che insegna a resistere alle avversità attraverso il gioco e il sorriso.
L’innovazione tecnologica incontra poi l’epica domenica 22 marzo alle ore 19,30 con “I Miti dell’Antica Grecia” di Origamundi Teatro, testo e regia di Ivano Cugia con Andrea Gandini, Eliana Carrus e Ivano Cugia. Con la rappresentazione il palco si popola di divinità dell’Olimpo che, grazie all’uso di avatar video, interagiscono in tempo reale con gli attori. Zeus, Era ed Ermes diventano protagonisti di un’avventura multimediale che riesce nella sfida di avvicinare i giovanissimi alla mitologia greca, mantenendo intatto l’incanto per gli adulti attraverso una messa in scena visivamente sorprendente e carica di comicità.
Il 29 marzo alle ore 19,30 l’atmosfera si fa decisamente bizzarra e provocatoria con “Venere in Pelliccia”liberamente tratto da “La Vénus à la fourrure” di David Ives, ispirato all’omonimo romanzo di Leopold von Sacher-Masoch e messo in scena dal Teatro d’Inverno per la regia di Giuseppe Ligios, sul palco con Antonello Foddis. Ispirato al celebre romanzo di Sacher-Masoch e all’adattamento di David Ives, lo spettacolo mette in scena un duello teatrale serratissimo tra un regista e un’attrice che irrompe in sala audizioni. In un ribaltamento continuo di ruoli tra vittima e carnefice, dominatore e dominato, la pièce esplora le zone d’ombra del desiderio e dell’identità, confondendo i confini tra la finzione del palcoscenico e la realtà dei rapporti umani.
La Stagione prosegue domenica 12 aprile alle ore 19,30 con “La Supplente”,testo e regia di Giuseppe Manfridi con Elena Pau, prodotto da La Fabbrica Illuminata. Una messinscena che trasforma abilmente la platea in una classe scolastica. Quella che inizia come una normale ora di supplenza deraglia presto in una confessione intima ed enigmatica. Tra frasi spezzate e un’atmosfera carica di suspense, la parola della protagonista conduce lo spettatore verso un finale imprevedibile, declinando l’atto pedagogico in mistero esistenziale.
La stagione si chiude infine domenica 19 aprile alle ore 19,30 con il viaggio poetico dello spettacolo “Il Cavaliere sulla Luna” firmato dalla compagniaSettimo Cielo di Roma. Testo e regia Giacomo Sette, con Gloria Sapio, Maurizio Repetto e Giacomo Sette.Rilettura originale dell’Orlando Furioso, lo spettacolo narra la missione di Astolfo, un bambino sognatore che deve recuperare il senno perduto del paladino Orlando. Fondendo il fascino antico del teatro d’ombre con un’estetica moderna vicina al mondo dei videogame, trasporta il pubblico nel mondo onirico e immaginifico dei cavalieri medioevali, delle suggestioni dei cantastorie e dai racconti delle gesta dei paladini.
La “Stagione Teatro di Villaspeciosa febbraio – aprile 2026” è organizzata da Abaco Teatro con il patrocinio del Comune di Villaspeciosa, il contributo della Regione Autonoma della Sardegna Assessorato alla Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport e della Fondazione di Sardegna.
Domenica 16 novembre alle ore 19,30 al Teatro Maria Carta nell’ambito della rassegna “Stagione Autunnale Teatro Villaspeciosa 2025”
Foto Gianni Sanna
Prosegue la “Stagione Autunnale Teatro Villaspeciosa 2025” organizzata da Abaco Teatro sotto la direzione artistica di Rosalba Piras, ricco cartellone che porta in scena tematiche e figure di rilievo storico e contemporaneo nell’ambito del più ampio progetto “Arte e Sostenibilità”.
Protagonista del prossimo appuntamento, domenica 16 novembre alle ore 19,30, l’atteso debutto nazionale della nuovissima produzione di Abaco Teatro “JOHANNA VEDOVA VAN GOGH – al di là dei colori” scritto e diretto da Tiziano Polese. Sul palco lo stesso Polese nel ruolo di Vincent Van Gogh, Rosalba Piras nei panni di Johanna Bonger vedova di Theo Van Gogh interpretato da Antonio Luciano.
Lo spettacolo porta in scena, con un linguaggio potente, commovente, visionario e multimediale, una delle figure fondamentali della storia dell’arte moderna: Johanna Bonger, moglie di Theo van Gogh, fratello del geniale pittore Vincent van Gogh, sullo sfondo di uno dei momenti più toccanti della sua vita segnato dalla scomparsa dell’artista e, a breve distanza, del fratello Theo.
Foto IVANO CUGIA
La pièce non si limita a rappresentare un episodio biografico, ma sottolinea l’importanza di ridare voce a figure chiave della storia dell’arte, come Johanna Bonger, il cui ruolo di catalizzatrice culturale è stato per troppo tempo sottovalutato. Il focus su Johanna, che si ritrova improvvisamente sola a Parigi con un figlio in fasce e l’immensa eredità di migliaia di dipinti e carteggi epistolari di Vincent van Gogh ancora sconosciuto, celebra la sua forza: lungi dall’arrendersi di fronte al compito arduo e alla precarietà economica, Johanna sceglie con determinazione di dedicare l’intera esistenza a diffondere il genio del pittore nel mondo, compiendo un’impresa che riscrive di fatto la storia dell’arte moderna. La narrazione ripercorre il suo cammino sullo sfondo di una Parigi di fine Ottocento. La forza visionaria di Vincent, il sostegno appassionato di Theo e l’incrollabile determinazione di Johanna emergono in una scenografia immersiva, suggestiva dove le proiezioni dei quadri, i giochi di luce, le ombre, i riflessi e la musica si fondono, trasformando la scena in una tela viva in cui i tre protagonisti si muovono tra memoria e azione, come presenze sospese nei ricordi che la vedova è chiamata a ricomporre.
Foto Gianni Sanna
L’opera è frutto di un intenso lavoro di ricerca e scrittura condotto da Tiziano Polese che ha intrapreso un profondo scavo documentale, concentrandosi in modo particolare sull’immenso carteggio epistolare e sugli scritti privati dei protagonisti, per far fiorire un testo e uno spettacolo di straordinaria originalità e spessore umano. Attraverso una scrittura, una regia e un’interpretazione magistrale, Tiziano Polese restituisce al pubblico le sfumature umane, inedite e sconosciute ai più di Johanna, Vincent e Theo, ponendo l’accento sulla tenacia incrollabile di Johanna, per un’esperienza teatrale toccante e rivelatrice.
Prosegue inoltre nel foyer del Teatro Maria Carta la mostra fotografica di Enrico Spanu “ATTACCATI ALLE RADICI”, suggestiva carrellata di scatti in bianco e nero stampati con la tecnica della tricromia, per un magico percorso visivo alla scoperta degli alberi ultra millenari della Sardegna.
La “Stagione Teatro di Villaspeciosa ottobre/dicembre 2025” è organizzata da Abaco Teatro con il patrocinio del Comune di Villaspeciosa, sostenuta dal contributo della Regione Autonoma della Sardegna Assessorato alla Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport e della Fondazione di Sardegna.
In un vivace susseguirsi di spettacoli, laboratori, attività culturali e percorsi multidisciplinari rivolti a tutti, anche quest’anno prende il via la Stagione Autunnale al Teatro di Villaspeciosa organizzata da Abaco Teatro sotto la direzione artistica di Rosalba Piras, che dal 19 ottobre al 14 dicembre animerà il Comunale Maria Carta con un cartellone che punta a rafforzare il concetto di spazio teatrale come luogo non solo di cultura ma anche di ascolto, condivisione, emozione, incontro e crescita collettiva. Tanti i temi e i personaggi di ieri e di oggi che tratteggiano lo scenario di questa nuova edizione della Stagione che si inserisce nel più ampio progetto “Teatro di Villaspeciosa Arte e Sostenibilità 2025”. Attraverso proposte artistiche di respiro nazionale, originali e innovative, la rassegna porta in scena un ampio ventaglio di argomenti che abbracciano il passato e la contemporaneità, il sociale e l’intimo, offrendo così allo spettatore un percorso ricco di stimoli e spunti di riflessione.
Joyce ed Emilio Lussu
Quel mattino di marzo
Diversi Unici
Spazio al prezioso valore della memoria storica, ai principi di libertà e all’impegno civile con vari allestimenti, primo in ordine cronologico “JOYCE ED EMILIO LUSSU – storia di un amore e di una passione civile”, coprodotto da Abaco Teatro – Associazione L’Alambicco. Uno spettacolo che celebra l’impegno e il coraggio di due figure emblematiche della Sardegna ai tempi della Resistenza. E sempre sul filo della memoria, la Stagione affronta il tema dei diritti dei lavoratori, volgendo lo sguardo in particolare all’universo femminile e alla forza delle donne con “QUEL MATTINO DI MARZO”, firmato da L’Effimero Meraviglioso. Una messinscena necessaria che, attraverso un episodio simbolo delle lotte operaie e delle ingiustizie sociali del primo Novecento in Sardegna, invita a riflettere e interrogarsi sulle cause del fenomeno dello sfruttamento e le sue infinite evoluzioni fino ai giorni nostri. L’ambito dell’integrazione e della diversità trova poi voce in spettacoli come “DIVERSI? UNICI!! – The Addams Family” di Teatro Tragodia, godibilissimo allestimento che celebra gioiosamente la bellezza di non essere omologati, sottolineando l’importanza di valorizzare ogni diversità come risorsa per una società più ricca e feconda. E ancora, sempre sul fronte dell’inclusione, in scena “VOLEVO VOLARE”, ispirato alla fiaba “Il brutto anatroccolo” e prodotto dagli Actores Alidos, magistrale esortazione ad affermare la propria identità, qualunque essa sia, sbarazzandosi di insicurezze e pregiudizi che soffocano il valore e le potenzialità che albergano in ognuno di noi.
Johanna Vedova Van Gohh
Testimonianza, coraggio e resilienza sono poi al centro della nuovissima produzione di Abaco Teatro “JOHANNA VEDOVA VAN GOGH al di là dei colori”, un meraviglioso e sorprendente ritratto della moglie del famoso artista, animata da un’eccezionale audacia e forza interiore nell’intraprendere da sola un cammino di riscatto che permetterà al mondo di conoscere il genio di Vincent Van Gogh. La celebrazione della dirompente e indomabile energia al femminile prosegue con “FRAGILE” un inno alla forza nascosta di Anfiteatro Sud, commovente spettacolo tracciato sui valori della resistenza silenziosa delle donne, tra sofferenza e speranze, lotte quotidiane e rivoluzionari traguardi.
Rolling Caravaggio
Infine, un focus speciale è dedicato ai temi più intimi del quotidiano con “ROLLING CARAVAGGIO” prodotto da QuartaParete, uno spettacolo che, attraverso un linguaggio brillante e coinvolgente, invita ad affrontare le sfide dell’epoca contemporanea, come l’identità, la paura, la speranza e la capacità di reinventarsi con consapevolezza e un pizzico di creatività.
Attraverso una ricchissima pluralità di proposte, anche quest’anno Abaco Teatro rafforza ulteriormente la sua attenzione verso le autentiche necessità della comunità proponendo, oltre agli spettacoli, laboratori permanenti aperti a tutti dedicati alle arti performative, alla lettura, alla scrittura e al riciclo creativo. Questi spazi sono stati progettati non soltanto per trasmettere competenze in modo continuativo, ma anche come strumenti di contrasto all’emarginazione e di supporto al superamento di ogni forma di disagio, favorendo un’integrazione armoniosa tra partecipanti di tutte le età, dai più anziani ai più giovani. Inoltre, si rinnovano i matinée rivolti alle scuole con l’obiettivo di coadiuvare gli insegnanti nell’introduzione a scuola di temi significativi, promuovendo l’apertura alla diversità, lo sviluppo dell’empatia e il pensiero critico. Di rilievo è anche il progetto di book sharing, una strategia di scambio gratuito di libri, altamente rispettosa dell’ambiente, che permette di ridurre il consumo di carta vergine e di tutelare gli alberi. Prosegue inoltre l’iniziativa del “biglietto sospeso”, che consente di offrire ingressi gratuiti alle persone in condizioni di maggiore fragilità. Per favorire poi un rapporto diretto, coinvolgente e critico con il pubblico, a fine spettacolo gli spettatori sono invitati a esprimere la propria opinione attraverso un voto: un momento importante che mette al centro le preferenze del pubblico e permette di monitorare il gradimento delle proposte culturali. Inoltre, durante tutta la Stagione Teatrale, sarà possibile visitare la mostra fotografica di Enrico Spanu “ATTACCATI ALLE RADICI”, allestita nel foyer del Maria Carta. Nei suoi suggestivi scatti in bianco e nero, stampati con la tecnica della tricromia, l’artista propone un magico percorso visivo alla scoperta dei più importanti e maestosi alberi ultra millenari della Sardegna, vere e proprie sculture viventi che sfidano il tempo e le tempeste. Tutti gli spettacoli che compongono il ricco cartellone firmato da Abaco Teatro, sono legati da una narrazione e un filo conduttore comuni, sviluppando nel corso dei mesi un excursus nella storia, nel sociale e nel costume di tutti i tempi, vivacizzato da storie e personaggi coinvolgenti, iconici e declinato nei più raffinati linguaggi e stili teatrali.
Si parte domenica 19 ottobre alle 19.00 con la presentazione della mostra fotografica allestita nel foyer del teatro “ATTACCATI ALLE RADICI – Incontro con Enrico Spanu e Lello Caravano”: il primo autore delle opere esposte e il secondo redattore dell’omonimo libro. Tra foto e storie degli alberi secolari e monumentali della Sardegna, gli artisti incontrano il pubblico per un incantevole viaggio alla scoperta della natura incontaminata dell’Isola. La serata prosegue alle ore 19,30 con “JOYCE ED EMILIO LUSSU – storia di un amore e di una passione civile” coprodotto da Abaco Teatro – Associazione L’Alambicco, testo e regia di Alessandro Macis con Rosalba Piras, Tiziano Polese e Antonio Luciano. In occasione del cinquantesimo anniversario della scomparsa di Emilio Lussu, lo spettacolo di grande impatto emozionale, ci guida in un viaggio profondo tra storia, umanità e impegno civile. Sul palco rivivono le vite di due figure emblematiche: il coraggioso patriota Emilio Lussu, simbolo di lotta e libertà, e Joyce, compagna di vita e di ideali, uniti da un amore che ha attraversato le sfide dell’epoca. Un tributo teatrale che dà voce e memoria a eroi che hanno trasformato la loro vita in un esempio di dignità e passione civile per un caloroso invito a riflettere sull’importanza di lottare per un ideale.
La Stagione prosegue domenica 26 ottobre alle 19,30 con “QUEL MATTINO DI MARZO” ovvero la tragedia di Buggerru messa in scena da L’Effimero Meraviglioso, scritto da Nino Nonnis con Carla Orrù, Michela Cidu, Daniela Musiu e Annalisa Serri per la regia di Maria Assunta Calvisi. Un racconto intenso e toccante che ricostruisce la vicenda di quattro donne, tra cui una giovane incinta e un’attivista sindacale, vittime del crollo della miniera Genna Arenas nel 1913. Attraverso una narrazione poetica, musica e immagini, lo spettacolo rende omaggio alle loro vite spezzate, restituendo al pubblico una delle più drammatiche pagine della storia mineraria sarda. Un’opera che celebra il coraggio femminile e il dolore condiviso, trasformando uno spaccato buio in un racconto di forza e speranza. Cambio di atmosfere e risate assicurate domenica 9 novembre alle 19,30 con la divertentissima pièce “DIVERSI? UNICI!! – The Addams Family” di Virginia Garau e Daniela Melis, prodotto da Tragodia Teatro. Sul palco Virginia Garau, Daniela Melis, Carmen Porcu e Ulisse Sebis. In scena tutta la bizzarra magia della Famiglia Addams in uno spettacolo “mostruosamente” spassoso e provocatorio, ispirato alle iconiche strisce di Charles Addams. Lo spettacolo ci porta nel mondo di una famiglia che sfida ogni convenzione, rivelando come l’unicità e la diversità siano le vere ricchezze della società. La storia di una maestra che indaga sull’assenza dei piccoli Addams a scuola diventa un’occasione per riflettere sui pregiudizi e sull’importanza di accettare ciò che ci rende diversi. Tra humor nero, satira e un mix di danza, musica e maschere, la pièce celebra la bellezza di essere unici, perché nessuno è davvero “normale” e per fortuna! Domenica 16 novembre alle 19,30 appuntamento poi con l’atteso debutto della nuovissima produzione di Abaco Teatro tutta dedicata all’universo dell’arte e ai suoi grandiosi protagonisti. In scena quindi “JOHANNA VEDOVA VAN GOGH al di là dei colori” scritto e diretto da Tiziano Polese, con Rosalba Piras, Tiziano Polese e Antonio Luciano. Dopo la morte di Vincent van Gogh e del fratello Theo, Johanna Bonger, giovane vedova e madre, si ritrova sola con migliaia di dipinti di un artista ancora sconosciuto. Lo spettacolo racconta la sua vicenda intrecciata a quella dei due fratelli, Vincent e Theo, uniti da un legame profondo e indissolubile. Attraverso monologhi, lettere e scene di vita condivisa, emergono la forza visionaria di Vincent, il sostegno appassionato di Theo e la determinazione di Johanna, capace di riscrivere la storia dell’arte. Le proiezioni dei quadri e l’uso poetico di luci e musica trasformano la scena in una tela viva, dove i tre protagonisti si muovono tra memoria e azione.
Dai grandi del passato alle esilaranti dinamiche del quotidiano contemporaneo, domenica 23 novembre alle 19,30 è di scena “ROLLING CARAVAGGIO” di Stefania Boi e Massimo Carnicella, prodotto da QuartaParete con Stefania Boi, Massimo Carnicella, Daniele Corda, Valeria Lecca, Alberto Mura, Raffaele Tidu, Tiziana Vecchio e Antonello Zucca. In scena una commedia corale brillante e grottesca che mostra la routine giornaliera in un’eccentrica declinazione dove nulla è come sembra e tutto può cambiare in un attimo. Al centro della storia Enrico, semplice impiegato di provincia, che si imbatte in una misteriosa valigetta dal contenuto prezioso e inaspettato, simbolo di desideri nascosti e di un destino che si svela a sorpresa, tra comicità e grottesco. Grazie alla valigetta, la vita del protagonista si trasforma infatti in un susseguirsi di scelte imprevedibili, in compagnia di personaggi bizzarri e surreali.
Ancora il coraggio delle donne in scena domenica 7 dicembre alle 19,30 con “FRAGILE… maneggiare con cura” di Anfiteatro Sud, scritto da Susanna Mameli con Marta Proietti Orzella e Francesco Civile. Una narrazione teatrale intensa che svela tutta la fermezza di Maria, una donna che, dietro un’apparenza fragile, custodisce invece una forza sconfinata. È la storia di chi affronta le difficoltà della vita perdendo pezzi di sé, senza mai però perdere la speranza. Maria rappresenta la forza suprema di amare e di tener duro, anche quando il mondo sembra crollare. Un’opera che celebra la resilienza e l’importanza di custodire ciò che di più prezioso abbiamo, anche quando tutto sembra pericolosamente in bilico, fragile e sul punto di spezzarsi.
La Stagione Autunnale al Teatro di Villaspeciosa si chiude infine domenica 14 dicembre alle 19, 30 con “VOLEVO VOLARE” degli Actores Alidos, testo e regia di Valeria Pilia con Michela Cogotti Valera e Roberta Locci. Un allestimento arguto e divertente, ispirato alla celebre fiaba “Il Brutto Anatroccolo” di Andersen, rivisitato con ironia e freschezza. Sul palco due personaggi irresistibili guidano grandi e piccini in una coinvolgente avventura alla scoperta della bellezza della diversità. Con un pizzico di follia e tanto cuore, lo spettacolo dimostra che essere unici rende il mondo più bello e ricco di sorprese, contro ogni stigma e pregiudizio. La “Stagione Teatro di Villaspeciosa ottobre/dicembre 2025” è organizzata da Abaco Teatro con il patrocinio del Comune di Villaspeciosa, il contributo della Regione Autonoma della Sardegna Assessorato alla Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport e della Fondazione di Sardegna.